Questo sera faccio man bassa di citazioni altrui. Mio solito collage di spunti presi altrove, non sempre i concetti succosi nascosti tra le pagine di un libro si ha voglia di appuntarseli, ben venga qualcuno che lo faccia per noi. Dunque:
Certe volte penso che l’idea che la mente di una persona sia accessibile a quella di un’altra è soltanto una finzione verbale, un modo di dire, un’ipotesi che fa sembrare plausibile una specie di scambio tra creature fondamentalmente estranee, quando invece il rapporto tra due persone è, in ultima analisi, insondabile.
Di primo acchito non condividerei questa affermazione. Però… però. “Insondabile“. “Inconoscibile“. Mi terrorizzano questi concetti, quando vanno oltre l’angolo di privacy del [metro^2]. Mamma mia che freddo, da impazzirci.
Questa invece è geniale:
I’ve noticed that people who have never worked with steel have trouble seeing this… that the motorcycle is primarily a mental phenomenon. They associate metal with given shapes… pipes, rods, girders, tools, parts… all of them fixed and inviolable, and think of it as primarily physical. But a person who does machining or foundry work or forge work or welding sees “steel” as having no shape at all.
Steel can be any shape you want if you are skilled enough, and any shape but the one you want if you are not.
Oggi abbiamo appena assaggiato le colline del Monferrato. Buffo quanti posti possano far parte di una vita, quanti sentieri siano destinati ad essere ripercorsi, ancora e ancora. Trovare il tempo per il conosciuto mentre si cerca il nuovo. Che magari cogli al secondo giro.
Nuovamente disperso in atomi, chiudetemi il coperchio per favore.
Ben prima dell’alba una mezza luna di metà marzo rischiarava debolmente le mie montagne, tiepide di Föhn. Poi via, via… Km verso il lago, cielo nero, nebbia e foschia tra i campi. Infine una levata del sole stupenda, arancione e rosa, calda nel sorridermi.
Oggi ho avuto modo di pensare parecchio, come nei giorni passati del resto. Qualche preoccupazione, condita da un poco di ottimismo.
Non ho nulla di cui lamentarmi. Forza, P.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, e il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d’estate con qualcosa di fragile come le storie passate: forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, perché ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.
Ma io son fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare, e rido in faccia a quello cerchi e che mai avrai!
Vorrei che oggi restasse oggi senza domani, o che domani potesse tendere all’infinito.
I vecchi subiscono le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni.
Ride chi ha nel cuore l’odio e nella mente la paura.
Noi siamo come tutti e un poco, giorno dopo giorno, sciupiamo i nostri ‘oggi’ come ‘ieri’ .
Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto.
E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola, che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi capendo che a battito a battito è l’età che s’invola.
Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi con i capelli lunghi sparsi abbandonati sul cuscino!
Scrutiamo le case abbandonate chiedendoci che vite le abitava, perché la nostra è sufficiente appena, ne mescoliamo inconsciamente il senso; siamo gli attori ingenui sulla scena di un palcoscenico misterioso e immenso.
You could have been all I wanted
But you weren’t honest
Now get in the ground
You choked off the surest of favors
But if you really loved me
You would have endured my world
Well if you’re just as I presumed
A whore in sheep’s clothing
Fucking up all I do
And if it’s here we stop
Then never again
Will you see this in your life
Hang on to the glory at my right hand
Here laid to rest, is our love ever longed
With truth on the shores of compassion
You seem to take premise to all of these songs
You stormed off to scar the armada
Like Jesus played martyr,
I’ll drill through your hands
The stone for the curse you have blamed me
With love and devotion, I’ll die as you sleep.
But if you could just write me out
To neverless wonder… happy will I become
Be true that this is no option,
So with sin I condemn you
Demon play, Demon out.
Hang on to the glory at my right hand
Here laid to rest is our love ever longed
With truth on the shores of compassion
You seem to take premise to all of these songs
One last kiss for you
One more wish to you
Please make up your mind girl,
I’d do anything for you
One last kiss for you
One more wish to you
Please make up your mind girl
Before I hope you die.
L’amore per la lettura arriva da mio padre. Quello per la poesia l’ha invece stimolato mia madre.
Quella che viene era presente su tutti i sussidiari.. almeno per le generazioni addietro, una di quelle da imparare a memoria, l’ho sentita decine di volte recitata da piccolo.
Si adatta perfettamente a questo primo marzo un poco nebbioso – oggi osservavo prati e boschi – gonfio di qualcosa di là da venire, pronto ad esplodere.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscira’ Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche…
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.